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martedì 8 luglio 2008
martedì 1 luglio 2008
giovedì 26 giugno 2008
Regola 16
La vocale finale del sostantivo e dell'articolo può essere omessa e sostituita dall'apostrofo.
Regola 15
Le cosiddette parole straniere, cioè quelle che la maggioranza delle lingue hanno preso da un'unica fonte, sono usate in Esperanto senza cambiamenti, usando però l'ortografia dell'Esperanto.
(tra diverse parole di una radice è meglio usare inalterata la parola fondamentale e formare le altre da quest'ultima secondo le regole dell'Esperanto)
(tra diverse parole di una radice è meglio usare inalterata la parola fondamentale e formare le altre da quest'ultima secondo le regole dell'Esperanto)
Regola 14
Ogni preposizione ha un significato definito e costante; ma se dobbiamo usare una preposizione e il senso corretto non indica quale specifica preposizione dobbiamo usare, allora si usa la preposizione je, che non possiede significato autonomo. Invece della preposizione je si può anche usare l'accusativo senza preposizione,
cioè, se non sappiamo che preposizione usare, una scappatoia (da usare con cautela) può essere la preposizione generica " je "
L'uso della preposizione indefinita, come dell'accusativo generico, va comunque limitato al minimo indispensabile perché non soffra la chiarezza del discorso.
cioè, se non sappiamo che preposizione usare, una scappatoia (da usare con cautela) può essere la preposizione generica " je "
L'uso della preposizione indefinita, come dell'accusativo generico, va comunque limitato al minimo indispensabile perché non soffra la chiarezza del discorso.
Regola 13
Per indicare la direzione, le parole ricevono la terminazione -n dell'accusativo.
es.:
sto nella stanza = mi estas en la ĉambro
vado nella stanza = mi iras en la ĉambron
es.:
sto nella stanza = mi estas en la ĉambro
vado nella stanza = mi iras en la ĉambron
lunedì 23 giugno 2008
Regola 12
La parola " ne " viene omessa
in presenza di un'altra parola negativa.
Cioè:
in Esperanto non è ammessa la doppia negazione con senso rafforzativo.
in presenza di un'altra parola negativa.
Cioè:
in Esperanto non è ammessa la doppia negazione con senso rafforzativo.
domenica 22 giugno 2008
Regola 11
Le parole composte sono formate scrivendo
prima quella che fa da aggettivo,
e subito dopo la parola principale.
es.:
maŝino = macchina
skribo = scrittura
maŝinskribo = scrittura a macchina
(prima di tutto è una "scrittura")
skribmaŝino = macchina per scrivere
(prima di tutto è una "macchina")
prima quella che fa da aggettivo,
e subito dopo la parola principale.
es.:
maŝino = macchina
skribo = scrittura
maŝinskribo = scrittura a macchina
(prima di tutto è una "scrittura")
skribmaŝino = macchina per scrivere
(prima di tutto è una "macchina")
venerdì 20 giugno 2008
giovedì 19 giugno 2008
Regola 8
Tutte le preposizioni per sé reggono il nominativo.
Si osservi che questo non è quanto accade di solito per la maggior parte delle lingue. Talora, tuttavia, dopo una preposizione si può trovare l'accusativo, quando questo sia richiesto dal significato specifico della parola; non è invece mai richiesto dalla preposizione.
Esempio:
La muŝon flugis en la ĉambron, kaj nun ĝi flugas en la ĉambro.
La mosca volò nella stanza (=entrò volando nella stanza) ed ora vola nella stanza (vola restando dentro la stanza).
da:
http://digilander.libero.it/esperantovenezia/lingvo/lingua03.html
Si osservi che questo non è quanto accade di solito per la maggior parte delle lingue. Talora, tuttavia, dopo una preposizione si può trovare l'accusativo, quando questo sia richiesto dal significato specifico della parola; non è invece mai richiesto dalla preposizione.
Esempio:
La muŝon flugis en la ĉambron, kaj nun ĝi flugas en la ĉambro.
La mosca volò nella stanza (=entrò volando nella stanza) ed ora vola nella stanza (vola restando dentro la stanza).
da:
http://digilander.libero.it/esperantovenezia/lingvo/lingua03.html
Regola 7
Gli avverbi finiscono in -e
es.:
dolĉo (anche: dolĉeco) = dolcezza
dolĉa = dolce
dolĉe = dolcemente
sincero = sincerità (attenzione, pronuncia "sinzèro")
sincera = sincero
sincere = sinceramente
c'è anche qualche avverbio che non finisce in -e
es.:
jes = sì
ne = no
tre = molto
La comparazione si fa come per gli aggettivi.
es.:
dolĉo (anche: dolĉeco) = dolcezza
dolĉa = dolce
dolĉe = dolcemente
sincero = sincerità (attenzione, pronuncia "sinzèro")
sincera = sincero
sincere = sinceramente
c'è anche qualche avverbio che non finisce in -e
es.:
jes = sì
ne = no
tre = molto
La comparazione si fa come per gli aggettivi.
mercoledì 18 giugno 2008
Regola 6
I verbi
da:
http://digilander.libero.it/esperantovenezia/lingvo/lingua03.html
il verbo è semplicissimo e non varia per genere, numero, o sesso
es.:
esti = essere
PRESENTE
mi estas = sono
vi estas = sei
li (sxi, jxi) estas = è
ni estas = siamo
vi estas = siete
ili estas = sono
dato che "estas" è uguale per tutte le persone, ne segue che i pronomi sono OBBLIGATORI
PASSATO
mi estis = ero, fui
vi estis = eri, fosti
li (sxi, jxi) estis = era, fu
ni estis = eravamo, fummo
vi estis = eravate, foste
ili estis = erano, furono
Così, il futuro si coniuga aggiungendo i pronomi personali ad "estos"
il condizionale ad "estus"
L'imperativo fa "estu"
Participi (con senso aggettivale o avverbiale):
attivo presente -ant;
attivo passato -int;
attivo futuro -ont;
passivo presente -at;
passivo passato -it;
passivo futuro -ot.
Il passivo si forma usando il verbo essere col participio passivo del verbo necessario;
la preposizione per il passivo è "de".
A questi tempi si aggiungono i tempi composti, che fanno uso del verbo esti (non esiste un verbo "avere" come ausiliare)
I verbi si formano facilmente dai sostantivi, cambiando la -o in -i, o dagli aggettivi, cambiando la -a in -i.
da:
http://digilander.libero.it/esperantovenezia/lingvo/lingua03.html
il verbo è semplicissimo e non varia per genere, numero, o sesso
es.:
esti = essere
PRESENTE
mi estas = sono
vi estas = sei
li (sxi, jxi) estas = è
ni estas = siamo
vi estas = siete
ili estas = sono
dato che "estas" è uguale per tutte le persone, ne segue che i pronomi sono OBBLIGATORI
PASSATO
mi estis = ero, fui
vi estis = eri, fosti
li (sxi, jxi) estis = era, fu
ni estis = eravamo, fummo
vi estis = eravate, foste
ili estis = erano, furono
Così, il futuro si coniuga aggiungendo i pronomi personali ad "estos"
il condizionale ad "estus"
L'imperativo fa "estu"
Participi (con senso aggettivale o avverbiale):
attivo presente -ant;
attivo passato -int;
attivo futuro -ont;
passivo presente -at;
passivo passato -it;
passivo futuro -ot.
Il passivo si forma usando il verbo essere col participio passivo del verbo necessario;
la preposizione per il passivo è "de".
A questi tempi si aggiungono i tempi composti, che fanno uso del verbo esti (non esiste un verbo "avere" come ausiliare)
I verbi si formano facilmente dai sostantivi, cambiando la -o in -i, o dagli aggettivi, cambiando la -a in -i.
L'alfabeto
da:
http://digilander.libero.it/esperantovenezia/lingvo/lingua03.html
Aa, Bb, Cc, Ĉĉ, Dd, Ee,
Ff, Gg, Ĝĝ, Hh, Ĥĥ, Ii, Jj, Ĵĵ,
Kk, Ll, Mm, Nn, Oo,
Pp, Rr, Ss, Ŝŝ, Tt,
Uu, Ŭŭ, Vv, Zz.
Ogni lettera si pronuncia SEMPRE allo stesso modo
L'accento cade SEMPRE sulla penultima sillaba
es.:
porpora = purpuro (ma la pronuncia è "purpùro")
paprica = papriko (ma la pronuncia è "paprìko")
le lettere si pronunciano come in italiano
ma
" c " corrisponde alla nostra " z " in "azione"
" ĉ " corrisponde alla nostra " c " in "cena"
" g " corrisponde alla nostra " g " in "gatto"
" ĝ " corrisponde alla nostra " g " in "giorno"
" h " è leggermente aspirata (si deve sentire)
" ĥ " è fortemente aspirata (si deve sentire)
" j " corrisponde alla nostra " i " in "azione"
" ĵ " corrisponde alla " j " francese in "je"
" k " corrisponde alla nostra " c " in "casa"
" s " corrisponde SEMPRE alla nostra " s " in "orso"
e MAI alla nostra "s" in "casa"
" ŝ " corrisponde alle nostre "sc" in "scena"
" ŭ " corrisponde alla nostra " u " in "guido"
" z " corrisponde alla nostra " s " in "casa"
http://digilander.libero.it/esperantovenezia/lingvo/lingua03.html
Aa, Bb, Cc, Ĉĉ, Dd, Ee,
Ff, Gg, Ĝĝ, Hh, Ĥĥ, Ii, Jj, Ĵĵ,
Kk, Ll, Mm, Nn, Oo,
Pp, Rr, Ss, Ŝŝ, Tt,
Uu, Ŭŭ, Vv, Zz.
Ogni lettera si pronuncia SEMPRE allo stesso modo
L'accento cade SEMPRE sulla penultima sillaba
es.:
porpora = purpuro (ma la pronuncia è "purpùro")
paprica = papriko (ma la pronuncia è "paprìko")
le lettere si pronunciano come in italiano
ma
" c " corrisponde alla nostra " z " in "azione"
" ĉ " corrisponde alla nostra " c " in "cena"
" g " corrisponde alla nostra " g " in "gatto"
" ĝ " corrisponde alla nostra " g " in "giorno"
" h " è leggermente aspirata (si deve sentire)
" ĥ " è fortemente aspirata (si deve sentire)
" j " corrisponde alla nostra " i " in "azione"
" ĵ " corrisponde alla " j " francese in "je"
" k " corrisponde alla nostra " c " in "casa"
" s " corrisponde SEMPRE alla nostra " s " in "orso"
e MAI alla nostra "s" in "casa"
" ŝ " corrisponde alle nostre "sc" in "scena"
" ŭ " corrisponde alla nostra " u " in "guido"
" z " corrisponde alla nostra " s " in "casa"
Regola 5
Pronomi personali
io = mi
tu = vi
egli = li
ella = ŝi
esso = ĝi
noi = ni
voi = vi (come il tu)
essi = ili
impersonale: oni
riflessivo = si
mio = mia
tuo = via
suo (di lui) = lia
suo (di lei)= ŝia
suo (di esso)= ĝia
noi = nia
voi = via
essi = ilia
da:
http://digilander.libero.it/esperantovenezia/lingvo/lingua03.html
io = mi
tu = vi
egli = li
ella = ŝi
esso = ĝi
noi = ni
voi = vi (come il tu)
essi = ili
impersonale: oni
riflessivo = si
mio = mia
tuo = via
suo (di lui) = lia
suo (di lei)= ŝia
suo (di esso)= ĝia
noi = nia
voi = via
essi = ilia
da:
http://digilander.libero.it/esperantovenezia/lingvo/lingua03.html
martedì 17 giugno 2008
Regola 3
L'aggettivo finisce per -a.
Si forma facilmente sostituendo la -o del sostantivo con la -a
(e viceversa)
es.:
verità = vero
vero = vera
forza = forto
forte = forta
Per fare il comparativo si usa " pli ",
per il superlativo " plej",
con il comparativo si usa la congiunzione " ol ".
es.:
La filmo estas bela = il film è bello
sed la libro estas pli bela ol la filmo, = ma il libro è più bello del film,
ĝi estas plej bela = è bellissimo
Si forma facilmente sostituendo la -o del sostantivo con la -a
(e viceversa)
es.:
verità = vero
vero = vera
forza = forto
forte = forta
Per fare il comparativo si usa " pli ",
per il superlativo " plej",
con il comparativo si usa la congiunzione " ol ".
es.:
La filmo estas bela = il film è bello
sed la libro estas pli bela ol la filmo, = ma il libro è più bello del film,
ĝi estas plej bela = è bellissimo
Regola 2
I sostantivi finiscono in -o.
Al plurale si aggiunge -j.
es.:
patro = padre
patroj = padri
Esistono i casi nominativo ed accusativo.
L'accusativo si forma dal nominativo aggiungendo -n
Per gli altri casi si usano le preposizioni
("de" per il genitivo,
"al" per il dativo e così via)
es.:
"la lupo mangxas la sxafon"
("mangxas" si pronuncia "mangias"
"sxafon" si pronuncia "sciafon")
grazie all'accusativo, si può dunque scrivere:
"la sxafon mangxas la lupo"
e si capisce che è il lupo a mangiare, e non la pecora (per la -n finale);
in italiano la frase
"la pecora mangia il lupo"
si presterebbe ad equivoci e fraintendimenti
Al plurale si aggiunge -j.
es.:
patro = padre
patroj = padri
Esistono i casi nominativo ed accusativo.
L'accusativo si forma dal nominativo aggiungendo -n
Per gli altri casi si usano le preposizioni
("de" per il genitivo,
"al" per il dativo e così via)
es.:
"la lupo mangxas la sxafon"
("mangxas" si pronuncia "mangias"
"sxafon" si pronuncia "sciafon")
grazie all'accusativo, si può dunque scrivere:
"la sxafon mangxas la lupo"
e si capisce che è il lupo a mangiare, e non la pecora (per la -n finale);
in italiano la frase
"la pecora mangia il lupo"
si presterebbe ad equivoci e fraintendimenti
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