Cosa pensa di te l´esimio Franco Battiato?
Clio hai chiesto un consiglio a Franco
...
Tra le nuvole e il mare c´è una stazione di posta
(ed è lì che Franco ti dirà ciò che pensa, ora non ne ha voglia)
...
Clio Pedone
ok, ci sarò!
Guido Botteri
Ma dico, hanno fatto una stazione a posta tra il mare e le nuvole... ma a che altezza ? Come ci arrivo ? C'è l'ascensore, o si scende con lo scivolo ?
E per andarci ?...la mongolfiera delle cinque e un quarto.
Un bambino in partenza stava salutando i parenti venuti alla stazione. Tra la gente giù c'era un altro bimbo, biondo e con un palloncino in mano. Gli sfugge il palloncino che sale, sale, sale fino alla stazione tra le nuvole e il mare.
- Lungi dalla minuta mano,
Povero palloncino frale,
Dove vai tu? -
- Dalle dita
Dov'io stavo, mi divise il vento.
Esso, tornando, a volo
Dal bosco alla campagna,
Dal mare mi porta
alle nuvole bianche.
Seco perpetuamente
Vo pellegrino, e tutto l'altro ignoro.
Vo dove ogni palloncino,
Dove naturalmente
Va'l palloncin di Rosa,
E quello di Teodoro. -
- Ah, è così ? -
esclamò il bimbo del treno,
e lo prese al volo !
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venerdì 5 novembre 2010
lunedì 4 febbraio 2008
POVERO GUIDO !!!!!!!!!!!!!!
sabato 2 febbraio 2008
Storia improbabile delle malattie 10
sindrome vaccina della mucca pazza
11-02-2001, 12:17
shelburn
La mucca dicono che sia pazza,
ed io ch'ero pazzo per la mucca,
cosa mangerò?
Non è inglese, è d'un'altra razza,
pascola libera tra Grosseto e Lucca,
ed è sana, però.
Perfida, prepotente Albione,
tu che in giro l'hai venduto,
(e questo è un fatto risaputo),
tieniti tu il maledetto prione!
11-02-2001, 12:17
shelburn
La mucca dicono che sia pazza,
ed io ch'ero pazzo per la mucca,
cosa mangerò?
Non è inglese, è d'un'altra razza,
pascola libera tra Grosseto e Lucca,
ed è sana, però.
Perfida, prepotente Albione,
tu che in giro l'hai venduto,
(e questo è un fatto risaputo),
tieniti tu il maledetto prione!
Storia improbabile delle malattie 9
21-05-2002, 18:32
shelburn
Mal d'Ive
Mal d'Ive, trattasi di malattia tipicamente estiva, del genere esotico-balneare, con punte di palmite, marite e spiaggite.
- Come si guarisce? Si prende la tachipirina, un antibiotico, un antidiuretico... che cosa? -
- Si prende l'aereo. -
- Quante volte al giorno? -
- Basta una volta, prima dei viaggi, e una al termine del periodo di degenza -
- .. in ospedale? -
- Chiamiamolo pure così, l'importante è che l'amaca (non si usa un normale letto), sia sotto delle belle palme, e non manchi su un tavolinetto accanto... -
- Il termometro?... una flebo?... dei cerotti?... insomma cosa? -
- Un bel bicchiere d'aranciata! -
- Oh, capisco... lo scorbuto, le vitamine... tutto giusto, tutto giusto! -
shelburn
Mal d'Ive
Mal d'Ive, trattasi di malattia tipicamente estiva, del genere esotico-balneare, con punte di palmite, marite e spiaggite.
- Come si guarisce? Si prende la tachipirina, un antibiotico, un antidiuretico... che cosa? -
- Si prende l'aereo. -
- Quante volte al giorno? -
- Basta una volta, prima dei viaggi, e una al termine del periodo di degenza -
- .. in ospedale? -
- Chiamiamolo pure così, l'importante è che l'amaca (non si usa un normale letto), sia sotto delle belle palme, e non manchi su un tavolinetto accanto... -
- Il termometro?... una flebo?... dei cerotti?... insomma cosa? -
- Un bel bicchiere d'aranciata! -
- Oh, capisco... lo scorbuto, le vitamine... tutto giusto, tutto giusto! -
Storia improbabile delle malattie 8
06-12-2001, 18:27
shelburn
Ascensorite
Malattia subdola, caratterizzata da lunghi periodi di attesa tra un ascesso (da cui il nome…) e l’altro.
Infatti, la fase di discesso può talvolta essere saltata con un trattamento podistico, la cui unica controindicazione è che l’impaziente finisce per sentirsi sempre più giù.
I primi sintomi sono facilmente riconoscibili, come l’ansia di premere qualsiasi pulsante si trovi nei paraggi, in discesa o in salita che sia, e di tutti gli ascensori, nonché montacarichi presenti nei paraggi, o l’ansia di premere e ripremere lo stesso pulsante fino al formarsi di caratteristici calli blu sul polpastrello dell’indice.
Conviene, comunque, calmare il paziente, convincendolo che comunque il periodo di latenza potrebbe anche essere molto lungo. Nell’attesa ci si può formare una cultura mostruosa, leggendo un’intera enciclopedia o l’intera opera storica di Tito Livio. Le gentili pazienti potrebbero utilmente impiegare il tempo producendo due o tre maglioni fatti a mano.
Non è possibile guarire definitivamente da questa malattia, ma solo superare gli attacchi più acuti. A tale scopo, però, bisogna avere un piano di cura. Spesso uno non basta, e c’è chi ha un secondo piano, chi un terzo, e così via, a secondo di quanto le ambizioni di ognuno ci vogliano portare in alto.
Esistono anche sindromi particolarmente asteniche che portano il paziente ad un estremo livello di prostrazione, tale da impedirgli di premere il bottone del proprio piano, ed addirittura gli impediscono di chiedere agli altri di premerlo per lui. Queste sfortunate persone sono costrette ad andare su e giù per il palazzo finché qualcuno non si fermi al piano a cui devono scendere loro.
Caratteristica di questa sindrome è pure la caratteristica sensazione di abbattersi od elevarsi. L'ascensorite costituisce anche prova del monito cristiano che chi vuole di più avrà di meno, ed avrà, invece di più chi ha minori pretese: infatti a chi pretende un terzo, è concesso un minor tempo di fruizione dello splendido mezzo tecnico, rispetto a chi si accontenta di un decimo, a cui, invece, è concesso un passaggio, ed un divertimento molto più lungo.
Alcuni ascensori sono forniti di una diabolica macchinetta che pretende dagli incauti visitatori monete dal taglio più strano (come la dieci lire) ormai completamente scomparsi dalla realtà italiana..
shelburn
Ascensorite
Malattia subdola, caratterizzata da lunghi periodi di attesa tra un ascesso (da cui il nome…) e l’altro.
Infatti, la fase di discesso può talvolta essere saltata con un trattamento podistico, la cui unica controindicazione è che l’impaziente finisce per sentirsi sempre più giù.
I primi sintomi sono facilmente riconoscibili, come l’ansia di premere qualsiasi pulsante si trovi nei paraggi, in discesa o in salita che sia, e di tutti gli ascensori, nonché montacarichi presenti nei paraggi, o l’ansia di premere e ripremere lo stesso pulsante fino al formarsi di caratteristici calli blu sul polpastrello dell’indice.
Conviene, comunque, calmare il paziente, convincendolo che comunque il periodo di latenza potrebbe anche essere molto lungo. Nell’attesa ci si può formare una cultura mostruosa, leggendo un’intera enciclopedia o l’intera opera storica di Tito Livio. Le gentili pazienti potrebbero utilmente impiegare il tempo producendo due o tre maglioni fatti a mano.
Non è possibile guarire definitivamente da questa malattia, ma solo superare gli attacchi più acuti. A tale scopo, però, bisogna avere un piano di cura. Spesso uno non basta, e c’è chi ha un secondo piano, chi un terzo, e così via, a secondo di quanto le ambizioni di ognuno ci vogliano portare in alto.
Esistono anche sindromi particolarmente asteniche che portano il paziente ad un estremo livello di prostrazione, tale da impedirgli di premere il bottone del proprio piano, ed addirittura gli impediscono di chiedere agli altri di premerlo per lui. Queste sfortunate persone sono costrette ad andare su e giù per il palazzo finché qualcuno non si fermi al piano a cui devono scendere loro.
Caratteristica di questa sindrome è pure la caratteristica sensazione di abbattersi od elevarsi. L'ascensorite costituisce anche prova del monito cristiano che chi vuole di più avrà di meno, ed avrà, invece di più chi ha minori pretese: infatti a chi pretende un terzo, è concesso un minor tempo di fruizione dello splendido mezzo tecnico, rispetto a chi si accontenta di un decimo, a cui, invece, è concesso un passaggio, ed un divertimento molto più lungo.
Alcuni ascensori sono forniti di una diabolica macchinetta che pretende dagli incauti visitatori monete dal taglio più strano (come la dieci lire) ormai completamente scomparsi dalla realtà italiana..
Storia improbabile delle malattie 7
02-12-2001, 19:48
dodi
io conosco
la matematichite
in forma acuta
prende gli allievi il giorno del compito di matematica. Si manifesta con grandi conati di vomito e male di pancia . Si consiglia la permanenza a letto fin che finisce il compito. Dopo il momento topico , finisce tutto in un batter d'occhio.
In forma cronica
si manifesta con svogliatezza, scarsa attenzione, risatine maldestre, sguardi fuori dalla finestra e assoluta incapacità di percepire il suono delle parole pronunciate in zona cattedra.I colpiti dalla forma cronica sono incapaci di scrivere con la penna x+ 2 = 3 e anche il più breve accenno all' incognita li mette in uno stato di agitazione perenne.
Consiglio alle madri un non fugace allontanamento dalle aule scolastiche perchè la malattia è perniciosa e contagiosa ..
un bel lavoro come meccanico o comunque pesante e tedioso potrebbe portare alla guarigione immediata. La cura non è sicura.
dodi
io conosco
la matematichite
in forma acuta
prende gli allievi il giorno del compito di matematica. Si manifesta con grandi conati di vomito e male di pancia . Si consiglia la permanenza a letto fin che finisce il compito. Dopo il momento topico , finisce tutto in un batter d'occhio.
In forma cronica
si manifesta con svogliatezza, scarsa attenzione, risatine maldestre, sguardi fuori dalla finestra e assoluta incapacità di percepire il suono delle parole pronunciate in zona cattedra.I colpiti dalla forma cronica sono incapaci di scrivere con la penna x+ 2 = 3 e anche il più breve accenno all' incognita li mette in uno stato di agitazione perenne.
Consiglio alle madri un non fugace allontanamento dalle aule scolastiche perchè la malattia è perniciosa e contagiosa ..
un bel lavoro come meccanico o comunque pesante e tedioso potrebbe portare alla guarigione immediata. La cura non è sicura.
Storia improbabile delle malattie 6
02-12-2001, 12:18
shelburn
Una nuova malattia, la pulmanite
Diffusa soprattutto nei centri abitati, e, in particolare, tra le persone in corriera. Colpa dello stress ?..della difficoltà di comunicare ?..del costo della benzina ?
Caratterizzata da molti scossoni, e veri e propri arresti (chiamati, con termine tecnico: fermate), si differenzia molto dall'autismo, altra sindrome che colpisce l'apparato circolatorio delle nostre città.
I sintomi sono l'aspetto un po' abbonato, la caratteristica figura schiacciata e afflitta da una mobilità a volte decisamente compromessa. Notevoli miglioramenti di questo aspetto si riscontrano in sede di controllo, dovuti alla fuoriuscita spontanea, ed a volte precipitosa, di materiale che potremmo definire "poco pagante", o, addirittura, privo di titolo (di viaggio).
In uno stadio avanzato della malattia (quale potrebbe essere il "Delle Alpi" o "l'Olimpico") il malato irrecuperabile si riconosce per l'utilizzo dell'autobus anche ai fini di spesa in supermercato. Carico di buste, piene d'ogni cosa, e spesso in precario equilibrio, si espone a pericolose complicanze dovute ad eventuali brusche frenate, che possono sfociare nella "rotolite" (con perdite di acquisti, e, di conseguenza, di peso, che però non hanno effetto sulla linea, perché il pulman continua la sua strada imperterrito, senza fermarsi).
Esistono, purtroppo, forme degenerative della malattia, assolutamente da condannare e da cui stare alla larga. Una di queste forme altamente patologiche è collegata all'insofferenza allo stretto contatto con altre persone, che porta via la serenità, la calma, la pazienza, e, talvolta, il portafoglio..
Altra forma, diversa, ma anch'essa assolutamente da evitare, è quella che si manifesta alla palpazione. A differenza di altre malattie, in cui è il medico a palpare il paziente.. in questi casi è il malato stesso che provvede all'uopo, su persona di suo gusto, eventualmente "poco" paziente. In casi particolarmente gravi questa sintomatologia può portare alla morte (della mano), escluso l'arresto cardiaco, ma non quello in flagranza.
Per evitare di essere coinvolti in questi spiacevoli aspetti della malattia, in genere è sufficiente sedersi.
Ed è proprio questo un aspetto che contraddistingue questo morbo: i malati sono capaci di stare comodamente seduti durante la corsa, a differenza degli atleti che corrono i cento metri, o la maratona. Quelli, infatti, non riescono a fare la corsa da seduti, gli imbranatelli.
Per sottrarsi, infine, ai danni peggiori indotti da questo male, che a volte dà multa sofferenza, non c'è bisogno di costose ricette mediche: basta un semplice biglietto.
shelburn
Una nuova malattia, la pulmanite
Diffusa soprattutto nei centri abitati, e, in particolare, tra le persone in corriera. Colpa dello stress ?..della difficoltà di comunicare ?..del costo della benzina ?
Caratterizzata da molti scossoni, e veri e propri arresti (chiamati, con termine tecnico: fermate), si differenzia molto dall'autismo, altra sindrome che colpisce l'apparato circolatorio delle nostre città.
I sintomi sono l'aspetto un po' abbonato, la caratteristica figura schiacciata e afflitta da una mobilità a volte decisamente compromessa. Notevoli miglioramenti di questo aspetto si riscontrano in sede di controllo, dovuti alla fuoriuscita spontanea, ed a volte precipitosa, di materiale che potremmo definire "poco pagante", o, addirittura, privo di titolo (di viaggio).
In uno stadio avanzato della malattia (quale potrebbe essere il "Delle Alpi" o "l'Olimpico") il malato irrecuperabile si riconosce per l'utilizzo dell'autobus anche ai fini di spesa in supermercato. Carico di buste, piene d'ogni cosa, e spesso in precario equilibrio, si espone a pericolose complicanze dovute ad eventuali brusche frenate, che possono sfociare nella "rotolite" (con perdite di acquisti, e, di conseguenza, di peso, che però non hanno effetto sulla linea, perché il pulman continua la sua strada imperterrito, senza fermarsi).
Esistono, purtroppo, forme degenerative della malattia, assolutamente da condannare e da cui stare alla larga. Una di queste forme altamente patologiche è collegata all'insofferenza allo stretto contatto con altre persone, che porta via la serenità, la calma, la pazienza, e, talvolta, il portafoglio..
Altra forma, diversa, ma anch'essa assolutamente da evitare, è quella che si manifesta alla palpazione. A differenza di altre malattie, in cui è il medico a palpare il paziente.. in questi casi è il malato stesso che provvede all'uopo, su persona di suo gusto, eventualmente "poco" paziente. In casi particolarmente gravi questa sintomatologia può portare alla morte (della mano), escluso l'arresto cardiaco, ma non quello in flagranza.
Per evitare di essere coinvolti in questi spiacevoli aspetti della malattia, in genere è sufficiente sedersi.
Ed è proprio questo un aspetto che contraddistingue questo morbo: i malati sono capaci di stare comodamente seduti durante la corsa, a differenza degli atleti che corrono i cento metri, o la maratona. Quelli, infatti, non riescono a fare la corsa da seduti, gli imbranatelli.
Per sottrarsi, infine, ai danni peggiori indotti da questo male, che a volte dà multa sofferenza, non c'è bisogno di costose ricette mediche: basta un semplice biglietto.
Storia improbabile delle malattie 5
15-11-2001, 09:53
shelburn
Irridologia
Questa volta non parliamo di una malattia vera e propria, ma di una medicina alternativa, la omoantipatichia, di cui l'irridologia è una branchia particolarmente significativa.
La cura avviene, secondo i principio di similia similibus che vuol dire che se lui ha detto peste di te, te sei autorizzato a dire corna di lui.
Si articola dunque in attacchi di sarcasmo, spesso assolutamente gratuiti (anche i poveri ne possono così beneficiare, ma non ne vanno dispensati gli stessi ricchi).
Ecco un esempio di trattamento curativo:
"..e tu saresti pure un laureato...ma va a quel Paese!", da prescrivere almeno tre volte al dì, con indicazione precisa del Paese di destinazione...
Si raccomanda di prendere in cura solo "pazienti", perchè questo tipo di trattamento espone il medico curante stesso a pericolose crisi di rigetto da parte di malati "privi di pazienza".
15-11-2001, 11:03
shelburn
PS
Per maggiore comprensione del post precedente (qualcuno sostiene che non tutti conoscono certe branchie della medicina), raccomando di non confondere l'iridologia, branchia autentica della omeopatia che cura i pazienti partendo dall'analisi dell'iride, in cui sostiene si manifesterebbero segni riconoscibili di tutte, credo, le malattie,
con l'irridologia da me sopra presentata, che ha in più sia una "erre" che un turpiloquio spesso vivace e spassoso
shelburn
Irridologia
Questa volta non parliamo di una malattia vera e propria, ma di una medicina alternativa, la omoantipatichia, di cui l'irridologia è una branchia particolarmente significativa.
La cura avviene, secondo i principio di similia similibus che vuol dire che se lui ha detto peste di te, te sei autorizzato a dire corna di lui.
Si articola dunque in attacchi di sarcasmo, spesso assolutamente gratuiti (anche i poveri ne possono così beneficiare, ma non ne vanno dispensati gli stessi ricchi).
Ecco un esempio di trattamento curativo:
"..e tu saresti pure un laureato...ma va a quel Paese!", da prescrivere almeno tre volte al dì, con indicazione precisa del Paese di destinazione...
Si raccomanda di prendere in cura solo "pazienti", perchè questo tipo di trattamento espone il medico curante stesso a pericolose crisi di rigetto da parte di malati "privi di pazienza".
15-11-2001, 11:03
shelburn
PS
Per maggiore comprensione del post precedente (qualcuno sostiene che non tutti conoscono certe branchie della medicina), raccomando di non confondere l'iridologia, branchia autentica della omeopatia che cura i pazienti partendo dall'analisi dell'iride, in cui sostiene si manifesterebbero segni riconoscibili di tutte, credo, le malattie,
con l'irridologia da me sopra presentata, che ha in più sia una "erre" che un turpiloquio spesso vivace e spassoso
Storia improbabile delle malattie 4
18-10-2001, 18:35
shelburn
Aggiornamento medico
--------------------------------------------------------------------------------
Dalle cartelle cliniche di Shelburn.
Riportiamo il seguente caso realmente accaduto, più o meno così:
Bruno - "insomma, in che ristorante vogliamo andare?"
Shel - "mah...mah...non so...va bene quello giapponese?"
Bruno - "Ma non ci sono ristoranti giapponesi, a Napoli"
Shel - "Giapponese? Oh, scusami, volevo dire cinese..è stato un lapis"
Come tutte le malattie, anche la "matite", che abbiamo trattato precedentemente, può dare luogo a pericolose complicazioni. Trattandosi di un morbo che colpisce la cavità orale, non stupisce che la complicazione più temuta sia, appunto, il "lapis linguae" (detto anche, erroneamente "lapsus").
NB
In caso di errata terapia, un trattamento a base di gomma cancellerà ogni traccia della malattia.
shelburn
Aggiornamento medico
--------------------------------------------------------------------------------
Dalle cartelle cliniche di Shelburn.
Riportiamo il seguente caso realmente accaduto, più o meno così:
Bruno - "insomma, in che ristorante vogliamo andare?"
Shel - "mah...mah...non so...va bene quello giapponese?"
Bruno - "Ma non ci sono ristoranti giapponesi, a Napoli"
Shel - "Giapponese? Oh, scusami, volevo dire cinese..è stato un lapis"
Come tutte le malattie, anche la "matite", che abbiamo trattato precedentemente, può dare luogo a pericolose complicazioni. Trattandosi di un morbo che colpisce la cavità orale, non stupisce che la complicazione più temuta sia, appunto, il "lapis linguae" (detto anche, erroneamente "lapsus").
NB
In caso di errata terapia, un trattamento a base di gomma cancellerà ogni traccia della malattia.
Storia improbabile delle malattie 3
24-09-2001, 00:43
shelburn
Sindrome di Alzaimer
Il lunedi mattina inizia la sindrome di alzaimer. Non ce la faccer proprio, sbatter de qua e de là, esser uno straccer.
Mi guarder nello spekkio: mi metter paura.
Eppure ghe xe da lavurèr...non saper kosa aver detto, il lunedi mattina non mi capiscer nemmeno da me...prender la cartella, sospiro..e via..inizia una nuova settimana: auguri a tutti di buon lavoro! (Però.. )
24-09-2001, 21:35
shelburn
Matite
colpisce chi ha dubbi e perplessità, che assume la caratteristica posizione della malattia, con una mano a grattarsi la capoccia (infatti questo morbo provoca un irresistibile prurito), e incomincia a emmettere flebili lamenti.
"ma,...ma,...ma..."
24-09-2001, 21:36
shelburn
Scoliosi
Tipica deformazione ossea che si manifesta in chi ha l'abitudine di dormire sugli scogli
24-09-2001, 21:39
shelburn
Camionite
malattia traumatica contagiosa (il danno avviene, infatti, per "contatto" con il camion).
Ne sono stati afflitti persone note in questo sito, come Polifilo, recentemente, e Shelburn, molti anni fa.
I sintomi sono un grosso peso, piuttosto urtante, un senso di sbilanciamento, uno shock da paura, e, spesso, una tiritera nutrita e focosa di male parole all'indirizzo del camionista.
25-09-2001, 16:35
shelburn
Colite
Di questa notissima malattia prendiamo in considerazione solo quella variante che dà preoccupanti forme di insonnia, la cocacolite (ragazzi: moderazione nel bere, eh!)
25-09-2001, 16:39
shelburn
Tucidite
Malattia storica che dava preoccupanti stimoli al suicidio.
Sintomi:
Attacchi febbrili in tutta l'Attica e il Peloponneso
26-09-2001, 01:01
shelburn
Pirite
produce grande ilarità. Si distingue dalla Solleticosi per la presenza di caratteristiche, inconfondibili, manifestazioni vocali del partner, che dice:
"piri, piri, piri..." mentre con le sue mani attiva la reazione allergica del paziente
26-09-2001, 01:04
shelburn
Silenziosi
tipica malattia che colpisce i figli, quando hanno qualche maracchella da nascondere.
Sottoposta a trattamento curativo (da parte dei padri) a volte si trasforma in piagnucolosi
shelburn
Sindrome di Alzaimer
Il lunedi mattina inizia la sindrome di alzaimer. Non ce la faccer proprio, sbatter de qua e de là, esser uno straccer.
Mi guarder nello spekkio: mi metter paura.
Eppure ghe xe da lavurèr...non saper kosa aver detto, il lunedi mattina non mi capiscer nemmeno da me...prender la cartella, sospiro..e via..inizia una nuova settimana: auguri a tutti di buon lavoro! (Però.. )
24-09-2001, 21:35
shelburn
Matite
colpisce chi ha dubbi e perplessità, che assume la caratteristica posizione della malattia, con una mano a grattarsi la capoccia (infatti questo morbo provoca un irresistibile prurito), e incomincia a emmettere flebili lamenti.
"ma,...ma,...ma..."
24-09-2001, 21:36
shelburn
Scoliosi
Tipica deformazione ossea che si manifesta in chi ha l'abitudine di dormire sugli scogli
24-09-2001, 21:39
shelburn
Camionite
malattia traumatica contagiosa (il danno avviene, infatti, per "contatto" con il camion).
Ne sono stati afflitti persone note in questo sito, come Polifilo, recentemente, e Shelburn, molti anni fa.
I sintomi sono un grosso peso, piuttosto urtante, un senso di sbilanciamento, uno shock da paura, e, spesso, una tiritera nutrita e focosa di male parole all'indirizzo del camionista.
25-09-2001, 16:35
shelburn
Colite
Di questa notissima malattia prendiamo in considerazione solo quella variante che dà preoccupanti forme di insonnia, la cocacolite (ragazzi: moderazione nel bere, eh!)
25-09-2001, 16:39
shelburn
Tucidite
Malattia storica che dava preoccupanti stimoli al suicidio.
Sintomi:
Attacchi febbrili in tutta l'Attica e il Peloponneso
26-09-2001, 01:01
shelburn
Pirite
produce grande ilarità. Si distingue dalla Solleticosi per la presenza di caratteristiche, inconfondibili, manifestazioni vocali del partner, che dice:
"piri, piri, piri..." mentre con le sue mani attiva la reazione allergica del paziente
26-09-2001, 01:04
shelburn
Silenziosi
tipica malattia che colpisce i figli, quando hanno qualche maracchella da nascondere.
Sottoposta a trattamento curativo (da parte dei padri) a volte si trasforma in piagnucolosi
Storia improbabile delle malattie 2
23-09-2001, 00:08
shelburn
L'Apollonite.
Da non confondersi con la Pollonite (sindrome che, tra il 390 aC. e il 58 aC., colpiva i romani, sotto forma di incubi e allucinazioni, in cui vedevano grossi polli nudi e vocianti mettere tutto a ferro e fuoco).
L'Apollonite fu un'epidemia venerea, infatti colpì gli Achei che andavano a tr..a (scusate la mala parola).
Sintomi:
violenti dolori acuti, come da aghi o frecce (secondo taluni, tirate da Apollo, da cui il nome scientifico della sindrome)
attacco febbrile
forte aerofagia.
Che gli Achei avessero tanta aria nello stomaco è provato dalla famosa canzone di Omero:
"Cantami, o Diva, del peloso Achille l'ira funesta che infiniti addusse RUTTI agli Achei..."
..ecco spiegati gli strani rumori che i troiani sentivano provenire dal campo acheo.
Una nota culturale:
Trae da questo stesso verso la pretesa delle popolazioni laziali di discendere dai troiani, leggendo "fu Nesta" invece di "funesta".
shelburn
L'Apollonite.
Da non confondersi con la Pollonite (sindrome che, tra il 390 aC. e il 58 aC., colpiva i romani, sotto forma di incubi e allucinazioni, in cui vedevano grossi polli nudi e vocianti mettere tutto a ferro e fuoco).
L'Apollonite fu un'epidemia venerea, infatti colpì gli Achei che andavano a tr..a (scusate la mala parola).
Sintomi:
violenti dolori acuti, come da aghi o frecce (secondo taluni, tirate da Apollo, da cui il nome scientifico della sindrome)
attacco febbrile
forte aerofagia.
Che gli Achei avessero tanta aria nello stomaco è provato dalla famosa canzone di Omero:
"Cantami, o Diva, del peloso Achille l'ira funesta che infiniti addusse RUTTI agli Achei..."
..ecco spiegati gli strani rumori che i troiani sentivano provenire dal campo acheo.
Una nota culturale:
Trae da questo stesso verso la pretesa delle popolazioni laziali di discendere dai troiani, leggendo "fu Nesta" invece di "funesta".
Storia improbabile delle malattie 1
da:
http://www.letterealdirettore.it/forum/showthread.php?t=3282
in collaborazione col prestigioso Istituto Superiore per l'Insanità
iniziamo questo corso di apprendimento e aggiornamento su questioni mediche
incominceremo inquadrando i fatti (pseudo) storici
si declina responsabilità su quanto verrà scritto
21-09-2001, 00:51
shelburn
Storia improbabile delle malattie
Sindrome Tebana
Antico morbo pericolosissimo. Non colpiva chi viveva nel lusso e nei piaceri, ma, al contrario, persone parche e austere, dalle abitudini..spartane.
Si manifestava con violenti attacchi (detti "di Epaminonda") alle falangi, che si presentavano nella caratteristica conformazione obliqua.
Il primo sintomo era una violenta crisi e leuttrica.
Si curava con l'ANTIBEOTICO.
Comunque a volte regrediva da sola, perché pare che non si Mantinea bene.
22-09-2001, 08:14
shelburn
Avete un problema?
Non preoccupatevi, qualsiasi esso sia, c'è sempre una soluzione.
Non siete convinti, eh? Eppure è vero.
Quale che sia il vostro problema, quella "fisiologica" è comunque sempre una "soluzione" (magari allo 0.9 %)
http://www.letterealdirettore.it/forum/showthread.php?t=3282
in collaborazione col prestigioso Istituto Superiore per l'Insanità
iniziamo questo corso di apprendimento e aggiornamento su questioni mediche
incominceremo inquadrando i fatti (pseudo) storici
si declina responsabilità su quanto verrà scritto
21-09-2001, 00:51
shelburn
Storia improbabile delle malattie
Sindrome Tebana
Antico morbo pericolosissimo. Non colpiva chi viveva nel lusso e nei piaceri, ma, al contrario, persone parche e austere, dalle abitudini..spartane.
Si manifestava con violenti attacchi (detti "di Epaminonda") alle falangi, che si presentavano nella caratteristica conformazione obliqua.
Il primo sintomo era una violenta crisi e leuttrica.
Si curava con l'ANTIBEOTICO.
Comunque a volte regrediva da sola, perché pare che non si Mantinea bene.
22-09-2001, 08:14
shelburn
Avete un problema?
Non preoccupatevi, qualsiasi esso sia, c'è sempre una soluzione.
Non siete convinti, eh? Eppure è vero.
Quale che sia il vostro problema, quella "fisiologica" è comunque sempre una "soluzione" (magari allo 0.9 %)
frasi improbabili 2
21-10-2001, 09:53
shelburn
Congresso di latinisti
--------------------------------------------------------------------------------
Un dotto conferenziere, dovendo parlare per la prima volta in pubblico, si è fatto coraggio col metodo grappa...
Ma, dato che il suo turno tardava a venire, si è scolato tre bottiglie intere intere, di quella fine...
Un pò barcollante, si avvia al microfono...ma gli scappa un singhiozzo
"hic..."
..e tutti gli allegri e colti congressisti in coro:
"..manebimus optime!"
PS
Per chi non conoscesse l'episodio a cui si riferisce la frase, dopo che i Galli, nel 390 aC. ebbero messo Roma a ferro e fuoco (episodio delle oche, ..episodio di Brenno "guai ai vinti", ecc.) i senatori romani stavano decidendo se rimanere a Roma o spostarsi a Veio, città etrusca appena conquistata e che qualcuno diceva più difendibile. Mentre discutevano, un centurione disse ai suoi soldati:
hic = qui
manebimus = staremo
optime = ottimamente
..e i senatori, sentendo questa frase, la interpretarono come un segno divino, e stabilirono di rimanere a Roma.
14-12-2001, 18:03
shelburn
Non fare l'indiano!
- Gandhi a Toro Seduto
Non cè stato verso di convincerlo
- Dante, parlando del suo editore
Littera occidit, spiritus autem vivificat
(= la lettera uccide, lo spirito invece rende vivi)
- l'ubriacone che ha inviato le lettere col carbonchio
shelburn
Congresso di latinisti
--------------------------------------------------------------------------------
Un dotto conferenziere, dovendo parlare per la prima volta in pubblico, si è fatto coraggio col metodo grappa...
Ma, dato che il suo turno tardava a venire, si è scolato tre bottiglie intere intere, di quella fine...
Un pò barcollante, si avvia al microfono...ma gli scappa un singhiozzo
"hic..."
..e tutti gli allegri e colti congressisti in coro:
"..manebimus optime!"
PS
Per chi non conoscesse l'episodio a cui si riferisce la frase, dopo che i Galli, nel 390 aC. ebbero messo Roma a ferro e fuoco (episodio delle oche, ..episodio di Brenno "guai ai vinti", ecc.) i senatori romani stavano decidendo se rimanere a Roma o spostarsi a Veio, città etrusca appena conquistata e che qualcuno diceva più difendibile. Mentre discutevano, un centurione disse ai suoi soldati:
hic = qui
manebimus = staremo
optime = ottimamente
..e i senatori, sentendo questa frase, la interpretarono come un segno divino, e stabilirono di rimanere a Roma.
14-12-2001, 18:03
shelburn
Non fare l'indiano!
- Gandhi a Toro Seduto
Non cè stato verso di convincerlo
- Dante, parlando del suo editore
Littera occidit, spiritus autem vivificat
(= la lettera uccide, lo spirito invece rende vivi)
- l'ubriacone che ha inviato le lettere col carbonchio
14-12-2001, 23:48
petitpierre
Ma va la' vieni qua' : se detta ad un carabiniere = carabiniere ricoverato in stato confusionale.
Frasi improbabili
da:
http://www.letterealdirettore.it/forum/showthread.php?t=3300
25-09-2001, 17:00
shelburn
Frasi improbabili
--------------------------------------------------------------------------------
Il dado è tratto!
detto dal rubicondo Cesare Knorr, sul punto di fare un brodo primordiale
Chi tocca i fili muore!
detto dalla presidentessa dell'ENEL, Cornelia, madre dei Gracchi
Nel mezzo del grappin di acquavitae, mi ritrovai in un bicchier di birra scura...
detto da Alighiero Guinness
Toro! Toro!
detto dal comandante giapponese, famoso tifoso torinista, che effettuò l'attacco a Pearl Harbour
(si trattava di un 2-3-5, piuttosto sbilanciato in avanti, che lasciò troppo sguarnita la difesa)
Lasciate che i bimbi vengano a me...
detto da pseudogesù
che aggiunse, sottovoce:
perché, se ne prendo uno...
http://www.letterealdirettore.it/forum/showthread.php?t=3300
25-09-2001, 17:00
shelburn
Frasi improbabili
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Il dado è tratto!
detto dal rubicondo Cesare Knorr, sul punto di fare un brodo primordiale
Chi tocca i fili muore!
detto dalla presidentessa dell'ENEL, Cornelia, madre dei Gracchi
Nel mezzo del grappin di acquavitae, mi ritrovai in un bicchier di birra scura...
detto da Alighiero Guinness
Toro! Toro!
detto dal comandante giapponese, famoso tifoso torinista, che effettuò l'attacco a Pearl Harbour
(si trattava di un 2-3-5, piuttosto sbilanciato in avanti, che lasciò troppo sguarnita la difesa)
Lasciate che i bimbi vengano a me...
detto da pseudogesù
che aggiunse, sottovoce:
perché, se ne prendo uno...
Le invenzioni improbabili di MacShelburn 2
08-03-2003, 11:17
shelburn
- E dove si trova, questo colore ? -
- Il bianco occupa la parte centrale del diagramma... ma non esattamente al centro della figura, a dir la verità, ma per il nostro ragionamento questo dettaglio è di poca importanza. -
- Insomma un bianco un po' eccentrico... - osò scherzare MacPaperog , ma dovette subito assumere un'espressione seria vedendo la faccia scura di MacShelburn, che proseguì con un'intonazione di rimprovero
- Le tinte sature sono distribuite lungo il contorno. -
- In che modo? ... se posso chiederlo ? - ... vista la mazza, la voce di MacPaperog si era fatta incerta
- Facciamo finta, per semplificare il discorso, che quella forma a ferro di cavallo sia invece un triangolo, la cui base si trova in basso, inclinata, diciamo di circa trenta gradi. In questo caso il vertice più vicino all'origine delle coordinate è blu. Proseguendo lungo la base fino all'altro vertice, troviamo il porpora, il rosa e infine, nel vertice, il rosso. Da cui ci dirigiamo verso il vertice in alto (in realtà, non c'è un punto preciso, essendo un ferro di cavallo e non un triangolo), incontrando l'arancione, il giallo e infine il verde. Tornando al primo vertice... -
- Non sto capendo una beata mazza ! - sbottò MacPaperog , scocciato
- Te lo devo far capire con questa ? - minacciò il sedicente scienziato, agitando la mazza che MacPaperog non aveva capito
- No, no, se lo dici così chiaramente, si capisce tutto, si capisce... -
- E va bene, allora ti faccio vedere questa figura, perché ogni figura è meglio di mille parole
http://www.videoessentials.com/jkp_facts.htm
... ora hai capito ? -
- Beh, sì, adesso è un po' più chiaro... -
shelburn
- E dove si trova, questo colore ? -
- Il bianco occupa la parte centrale del diagramma... ma non esattamente al centro della figura, a dir la verità, ma per il nostro ragionamento questo dettaglio è di poca importanza. -
- Insomma un bianco un po' eccentrico... - osò scherzare MacPaperog , ma dovette subito assumere un'espressione seria vedendo la faccia scura di MacShelburn, che proseguì con un'intonazione di rimprovero
- Le tinte sature sono distribuite lungo il contorno. -
- In che modo? ... se posso chiederlo ? - ... vista la mazza, la voce di MacPaperog si era fatta incerta
- Facciamo finta, per semplificare il discorso, che quella forma a ferro di cavallo sia invece un triangolo, la cui base si trova in basso, inclinata, diciamo di circa trenta gradi. In questo caso il vertice più vicino all'origine delle coordinate è blu. Proseguendo lungo la base fino all'altro vertice, troviamo il porpora, il rosa e infine, nel vertice, il rosso. Da cui ci dirigiamo verso il vertice in alto (in realtà, non c'è un punto preciso, essendo un ferro di cavallo e non un triangolo), incontrando l'arancione, il giallo e infine il verde. Tornando al primo vertice... -
- Non sto capendo una beata mazza ! - sbottò MacPaperog , scocciato
- Te lo devo far capire con questa ? - minacciò il sedicente scienziato, agitando la mazza che MacPaperog non aveva capito
- No, no, se lo dici così chiaramente, si capisce tutto, si capisce... -
- E va bene, allora ti faccio vedere questa figura, perché ogni figura è meglio di mille parole
http://www.videoessentials.com/jkp_facts.htm
... ora hai capito ? -
- Beh, sì, adesso è un po' più chiaro... -
Le invenzioni improbabili di MacShelburn 3
08-03-2003, 16:09
shelburn
- Ok, mr. MacShelburn - mormorò MacPaperog tuffando un biscotto in una tazzona fumante di irish coffee, e sistemandosi più comodamente sulla poltrona - diciamo che ho capito finora, "diciamo"... - e qui si divertì ad imitare l'intonazione di un noto politico - ... un colore sarebbe dunque dato da una coppia di x, y in questo diagramma, giusto ? -
- Giusto. Ma dobbiamo distinguere il colore, diciamo, "reale" e da quello che viene percepito ed elaborato dal nostro cervello -
- Perché, c'è differenza ? ... uh, che sciocchezza... certo che ce n'è... i daltonici, per esempio... -
- Immagina di dipingere delle striscie di vario colore... -
- Oh sì, io ne dipingerei gialle, marroni, arancioni... -
- No, le dipingerai verdi, rosse e blu ! - e qui la voce dello scienziato pazzo apparve un po' alterata
- Oh bella ! - l'intrepido giornalista però non era disposto a cedere così facilmente - ...e che ti frega se voglio dipingere le "mie" striscie come mi pare e piace... ma guarda questo ! Tu dipingi le tue come vuoi, io le voglio gialle, marroni ed arancioni ! -
- Non se ne parla nemmeno ! O usi i miei colori o non se ne fa niente ! -
- Brutto prepotente... e va bene, solo per il bene dell'intervista, però... ma sappi che quando torno a casa mia dipingo i colori che dico io, e basta. -
- Dunque, hai dipinto le striscie su mia ordinazione con i colori che dico io ? -
- Si, va bene... va avanti -
- Ora, se sei abbastanza vicino alle striscie e se queste sono abbastanza grandi, le vedi separate e distingui i tre colori. Ma se rimpicciolisci le striscie... -
- Eh, no ! Ora che ho fatto tutta questa fatica a dipingerle, vuoi che le rimpicciolisca ? Sei un farabutto, ecco cosa sei, vuoi farmi stancare inutilmente... -
L'altro valutò se prendere la mazza o meno... ma dopo pranzo, e con i dolcetti sul tavolino, decise di essere più conciliante
- Ok, ok, non te le faccio ridipingere più piccole... Diciamo allora che ci facciamo una passeggiata digestiva dopo pranzo -
- E dove andiamo di bello ? Devo cambiarmi d'abito o posso restare così ? -
- Niente di formale, una semplice passeggiatina... vieni con me... ci allontaniamo da queste striscie che hai appena dipinto, e camminiamo, dando uno sguardo ogni tanto... ci allontaniamo sempre di più.... finché siamo talmente lontani, ma talmente lontani, che i nostri occhi non riescono a vedere le striscie distinte tra di loro... ma vedono un'unica striscia, con un unico colore ! -
- Allora prendiamo un cannocchiale, eh ? - propose MacPaperog, cercando di risolvere il problema
- Ma quale cannocchiale ! Vedi, anche negli schermi dei televisori ci sono tante striscie colorate, verdi, rosse e blu, e se ti avvicini molto ad un televisore acceso riesci a distinguerle anche ad occhio nudo, o con una piccola amplificazione... prova ! -
- Ma non stavamo facendo una passeggiata ? Non eravamo tanto lontani ? -
- No - replicò l'altro con voce un tantinello irritata - siamo tornati... va bene ? E siamo andati in camera, dove c'è un bel televisore, grande grande... tu ti avvicini allo schermo, con una lente di ingrandimento... -
- Siii... -
- E cosa vedi ? -
- Solo tanto blu -
- Per forza, stai guardando un pezzo di mare... guarda un punto bianco... quella nuvola, per esempio -
- Ok... si, si, hai ragione, questa ne ha fatto di tutti i colori -
- Bene, il bianco è opera del nostro cervello che fa la sintesi dei tre colori, e così, analogamente ogni colore è sintesi di più colori. Verde e rosso, per esempio, danno il giallo. -
shelburn
- Ok, mr. MacShelburn - mormorò MacPaperog tuffando un biscotto in una tazzona fumante di irish coffee, e sistemandosi più comodamente sulla poltrona - diciamo che ho capito finora, "diciamo"... - e qui si divertì ad imitare l'intonazione di un noto politico - ... un colore sarebbe dunque dato da una coppia di x, y in questo diagramma, giusto ? -
- Giusto. Ma dobbiamo distinguere il colore, diciamo, "reale" e da quello che viene percepito ed elaborato dal nostro cervello -
- Perché, c'è differenza ? ... uh, che sciocchezza... certo che ce n'è... i daltonici, per esempio... -
- Immagina di dipingere delle striscie di vario colore... -
- Oh sì, io ne dipingerei gialle, marroni, arancioni... -
- No, le dipingerai verdi, rosse e blu ! - e qui la voce dello scienziato pazzo apparve un po' alterata
- Oh bella ! - l'intrepido giornalista però non era disposto a cedere così facilmente - ...e che ti frega se voglio dipingere le "mie" striscie come mi pare e piace... ma guarda questo ! Tu dipingi le tue come vuoi, io le voglio gialle, marroni ed arancioni ! -
- Non se ne parla nemmeno ! O usi i miei colori o non se ne fa niente ! -
- Brutto prepotente... e va bene, solo per il bene dell'intervista, però... ma sappi che quando torno a casa mia dipingo i colori che dico io, e basta. -
- Dunque, hai dipinto le striscie su mia ordinazione con i colori che dico io ? -
- Si, va bene... va avanti -
- Ora, se sei abbastanza vicino alle striscie e se queste sono abbastanza grandi, le vedi separate e distingui i tre colori. Ma se rimpicciolisci le striscie... -
- Eh, no ! Ora che ho fatto tutta questa fatica a dipingerle, vuoi che le rimpicciolisca ? Sei un farabutto, ecco cosa sei, vuoi farmi stancare inutilmente... -
L'altro valutò se prendere la mazza o meno... ma dopo pranzo, e con i dolcetti sul tavolino, decise di essere più conciliante
- Ok, ok, non te le faccio ridipingere più piccole... Diciamo allora che ci facciamo una passeggiata digestiva dopo pranzo -
- E dove andiamo di bello ? Devo cambiarmi d'abito o posso restare così ? -
- Niente di formale, una semplice passeggiatina... vieni con me... ci allontaniamo da queste striscie che hai appena dipinto, e camminiamo, dando uno sguardo ogni tanto... ci allontaniamo sempre di più.... finché siamo talmente lontani, ma talmente lontani, che i nostri occhi non riescono a vedere le striscie distinte tra di loro... ma vedono un'unica striscia, con un unico colore ! -
- Allora prendiamo un cannocchiale, eh ? - propose MacPaperog, cercando di risolvere il problema
- Ma quale cannocchiale ! Vedi, anche negli schermi dei televisori ci sono tante striscie colorate, verdi, rosse e blu, e se ti avvicini molto ad un televisore acceso riesci a distinguerle anche ad occhio nudo, o con una piccola amplificazione... prova ! -
- Ma non stavamo facendo una passeggiata ? Non eravamo tanto lontani ? -
- No - replicò l'altro con voce un tantinello irritata - siamo tornati... va bene ? E siamo andati in camera, dove c'è un bel televisore, grande grande... tu ti avvicini allo schermo, con una lente di ingrandimento... -
- Siii... -
- E cosa vedi ? -
- Solo tanto blu -
- Per forza, stai guardando un pezzo di mare... guarda un punto bianco... quella nuvola, per esempio -
- Ok... si, si, hai ragione, questa ne ha fatto di tutti i colori -
- Bene, il bianco è opera del nostro cervello che fa la sintesi dei tre colori, e così, analogamente ogni colore è sintesi di più colori. Verde e rosso, per esempio, danno il giallo. -
Le invenzioni improbabili di MacShelburn 4
08-03-2003, 17:16
shelburn
- Va bene - e qui l'astuto giornalista si accapparrò l'ultimo biscottino alla nocciola - Ma tutto questo non mi pare innovativo, o sbaglio ? -
- No, no, certamente. Sono molti anni ormai che si sfruttano i tre colori primari per formare tutti gli altri. -
- Vuoi dire che tutti i sedici milioni e più di colori non sono altro che combinazioni di questi tre ? -
- Esattamente, e l'occhio umano non distingue più di tanto i vari colori.
Sai, una volta ho visto una foto fatta a luminosità costante... -
- Cioè, senza chiaroscuri ? -
- Esattamente. E si faceva molta fatica a capire cosa fosse. Senza chiaroscuro, senza ombre, tutto si appiattisce, e diventa difficile distinguere gli oggetti. Quindi capirai che non si può pretendere che l'occhio umano, che è fatto per distinguere bene la variazione di luminosità, sia capace di trarre grande beneficio dalla distinzione di colori dalla tonalità molto simile... -
- Comunque una foto a 16 milioni di colori è decisamente più bella di una a 256 colori soltanto -
- Certamente... ma vedremo come queste caratteristiche nel campo della percezione dell'immagine, possano essere sfruttate in vari modi... non tutti "regolari"... anzi, no, non lo vedremo... anzi, lo vedremo... anzi... -
- Mr. MacShelburn ... la vedo un po' incerto -
- Passiamo oltre. Abbiamo visto che il colore, più che sull'oggetto in questione, esiste, o meglio, è creato nel nostro cervello come sintesi di tre colori fondamentali -
- Il verde, il rosso e il blu -
- Esatto... e perché questi e non altri ? -
- Saranno stati raccomandati... di questi tempi c'è una corruzione così diffusa...- qui MacPaperog si infervorò, e alzandosi in piedi si mise ad inveire con forza
- Signori della Corte, giudici togati, giuria popolare, pubblico che assisti a questo processo... dove andremo a finire se non fermeremo tutta questa corruzione ? ... Chi... mi domando chi ha favorito questi colori, sempre loro, sempre gli stessi, a scapito di altri, a mio parere più belli ? .... -
- Calmati, calmati... dai un'occhiata al diagramma di di cromaticità CIE 1931
http://www.videoessentials.com/jkp_facts.htm
... e dimmi, noti qualcosa ? -
- Non vedo nemmeno il diagramma ! -
- Scendi più giù -
- Ah, eccolo, bello, però ! -
- Quali colori vedi ai vertici di questa figura, assimilandola ad un triangolo ? -
- Verde, rosso e blu -
- Appunto -
- Mi pare di intuire qualcosa, ma spiegati meglio. -
- Se tracci il triangolo determinato da tre punti, uno scelto tra i verdi, uno tra i rossi e uno tra i blu, dividi il luogo dei colori in due zone, una formata dai punti interni al triangolo, e l'altra formata da quelli esterni. -
- Ebbene ? -
- Solo quelli interni sono riproducibili a partire da fosfori rosso, verdi e blu. -
- E quelli esterni ? Che poi sono quelli più saturi... -
- Quelli nisba. -
- Vuoi dire che se potessimo riprodurli avremmo immagini molto più realistiche con colori veramente naturali ? -
- Esattamente. -
- E se scegliessimo altri colori ? Il giallo, il bianco e l'arancione, per esempio ? -
- Non potremmo riprodurre nessun oggetto blu o verde, o rosso... -
- Maremma maiala ! -
shelburn
- Va bene - e qui l'astuto giornalista si accapparrò l'ultimo biscottino alla nocciola - Ma tutto questo non mi pare innovativo, o sbaglio ? -
- No, no, certamente. Sono molti anni ormai che si sfruttano i tre colori primari per formare tutti gli altri. -
- Vuoi dire che tutti i sedici milioni e più di colori non sono altro che combinazioni di questi tre ? -
- Esattamente, e l'occhio umano non distingue più di tanto i vari colori.
Sai, una volta ho visto una foto fatta a luminosità costante... -
- Cioè, senza chiaroscuri ? -
- Esattamente. E si faceva molta fatica a capire cosa fosse. Senza chiaroscuro, senza ombre, tutto si appiattisce, e diventa difficile distinguere gli oggetti. Quindi capirai che non si può pretendere che l'occhio umano, che è fatto per distinguere bene la variazione di luminosità, sia capace di trarre grande beneficio dalla distinzione di colori dalla tonalità molto simile... -
- Comunque una foto a 16 milioni di colori è decisamente più bella di una a 256 colori soltanto -
- Certamente... ma vedremo come queste caratteristiche nel campo della percezione dell'immagine, possano essere sfruttate in vari modi... non tutti "regolari"... anzi, no, non lo vedremo... anzi, lo vedremo... anzi... -
- Mr. MacShelburn ... la vedo un po' incerto -
- Passiamo oltre. Abbiamo visto che il colore, più che sull'oggetto in questione, esiste, o meglio, è creato nel nostro cervello come sintesi di tre colori fondamentali -
- Il verde, il rosso e il blu -
- Esatto... e perché questi e non altri ? -
- Saranno stati raccomandati... di questi tempi c'è una corruzione così diffusa...- qui MacPaperog si infervorò, e alzandosi in piedi si mise ad inveire con forza
- Signori della Corte, giudici togati, giuria popolare, pubblico che assisti a questo processo... dove andremo a finire se non fermeremo tutta questa corruzione ? ... Chi... mi domando chi ha favorito questi colori, sempre loro, sempre gli stessi, a scapito di altri, a mio parere più belli ? .... -
- Calmati, calmati... dai un'occhiata al diagramma di di cromaticità CIE 1931
http://www.videoessentials.com/jkp_facts.htm
... e dimmi, noti qualcosa ? -
- Non vedo nemmeno il diagramma ! -
- Scendi più giù -
- Ah, eccolo, bello, però ! -
- Quali colori vedi ai vertici di questa figura, assimilandola ad un triangolo ? -
- Verde, rosso e blu -
- Appunto -
- Mi pare di intuire qualcosa, ma spiegati meglio. -
- Se tracci il triangolo determinato da tre punti, uno scelto tra i verdi, uno tra i rossi e uno tra i blu, dividi il luogo dei colori in due zone, una formata dai punti interni al triangolo, e l'altra formata da quelli esterni. -
- Ebbene ? -
- Solo quelli interni sono riproducibili a partire da fosfori rosso, verdi e blu. -
- E quelli esterni ? Che poi sono quelli più saturi... -
- Quelli nisba. -
- Vuoi dire che se potessimo riprodurli avremmo immagini molto più realistiche con colori veramente naturali ? -
- Esattamente. -
- E se scegliessimo altri colori ? Il giallo, il bianco e l'arancione, per esempio ? -
- Non potremmo riprodurre nessun oggetto blu o verde, o rosso... -
- Maremma maiala ! -
Le invenzioni improbabili di MacShelburn 5
08-03-2003, 18:03
shelburn
- ...e allora... - concluse MacPaperog , versandosi un bicchiere di chivas - cosa si potrebbe fare per migliorare la naturalità dei colori, in particolare quelli saturi, oltre a scegliere dei fosfori il più possibile vicini ai vertici di quel luogo che assomiglia ad un triangolo, ma che un triangolo non è ? -
- Scegliere quattro punti invece di tre -
- Uhm... così si può racchiudere un'area più grande... e perché no cinque o sei o venti ? -
- Perché ci sono dei problemi pratici. Ai tempi dei tubi catodici ogni colore primario voleva dire un cannone da inserire nel tubo... -
- Un cannone ? -
- Si chiama così un catodo, composto principalmente di metalli alcalino terrosi, calcio, bario, stro..io... -
- Non cominciamo ad offendere ! -
- ... è un elemento che si trova nel catodo, in percentuale del quattro percento, almeno all'epoca in cui MacMalacera fece le misure... -
- Questo elemento mi ispira delle considerazioni molto attuali... -
- Zitto, per carità ! Dunque, all'epoca i fosfori venivano colpiti da un fascetto elettronico "sparato" dai tre catodi. Ed era già un problema coordinare esattamente tre cannoni. Ma ora i cannoni stanno tramontando, e sarà possibile, credo, usare delle quaterne di colori invece delle normali terne. Con due verdi scelti in modo da rendere massima l'area dei colori rappresentabili. Oltretutto, il numero quattro è un multiplo di due, e si sposa ottimamente col sistema binario. -
- Mah... - esclamò MacPaperog , niente affatto convinto... e, salutato l'ospite, si allontanò lasciandogli il conto da pagare
shelburn
- ...e allora... - concluse MacPaperog , versandosi un bicchiere di chivas - cosa si potrebbe fare per migliorare la naturalità dei colori, in particolare quelli saturi, oltre a scegliere dei fosfori il più possibile vicini ai vertici di quel luogo che assomiglia ad un triangolo, ma che un triangolo non è ? -
- Scegliere quattro punti invece di tre -
- Uhm... così si può racchiudere un'area più grande... e perché no cinque o sei o venti ? -
- Perché ci sono dei problemi pratici. Ai tempi dei tubi catodici ogni colore primario voleva dire un cannone da inserire nel tubo... -
- Un cannone ? -
- Si chiama così un catodo, composto principalmente di metalli alcalino terrosi, calcio, bario, stro..io... -
- Non cominciamo ad offendere ! -
- ... è un elemento che si trova nel catodo, in percentuale del quattro percento, almeno all'epoca in cui MacMalacera fece le misure... -
- Questo elemento mi ispira delle considerazioni molto attuali... -
- Zitto, per carità ! Dunque, all'epoca i fosfori venivano colpiti da un fascetto elettronico "sparato" dai tre catodi. Ed era già un problema coordinare esattamente tre cannoni. Ma ora i cannoni stanno tramontando, e sarà possibile, credo, usare delle quaterne di colori invece delle normali terne. Con due verdi scelti in modo da rendere massima l'area dei colori rappresentabili. Oltretutto, il numero quattro è un multiplo di due, e si sposa ottimamente col sistema binario. -
- Mah... - esclamò MacPaperog , niente affatto convinto... e, salutato l'ospite, si allontanò lasciandogli il conto da pagare
venerdì 1 febbraio 2008
Le invenzioni improbabili di MacShelburn 6
09-06-2003, 02:19
shelburn
L'automobile ad acqua
--------------------------------------------------------------------------------
Non so se sia stato MacShelburn ad inventarla, mi risulta anzi di no, ma visto che il nostro tipo è un avarazz.... ehm, volevo dire che è un uomo sobrio ed oculato nelle spese... mi ha costretto a raccontare qui questa storia, ahimè, vera.
Dunque, il nostro buon Shelburn è stato prescelto per un esperimento innovativo: l'automobile ad acqua !
Non vi starò qui a parlare delle rivoluzionarie prospettive che si aprono ad una tale invenzione... ma solo di come è andato questo esperimento. Dunque, prescelto, dicevamo, e a sua insaputa.
Purtroppo il geniale inventore era un po' distratto e si è dimenticato di modificare il motore e tutto ciò che a lui si relaziona per un corretto funzionamento della macchina ad acqua... si è limitato a mettere dell'acqua, tanta, davvero tanta, nel serbatoio della benzina.
Il buon Shelburn, ignaro di tutto ciò, si avvia gioioso ed incosciente alla volta di Ravello, ma già sulla tangenziale, qualcosa decisamente non va, e l'automobile risponde in maniera inadeguata e fallimentare all'ingegnoso esperimento.
Uscito in fretta dalla tangenziale, mentre l'auto perde potenza ad ogni metro, Shel cerca disperatamente un meccanico che conosceva... ma non c'è più. Sono le sette passate di sera e i meccanici stanno chiudendo... la situazione si fa delicata.
Interviene un meccanico di motociclette e spinto a pietà, dopo che Shel gli ha pianto in persiano moderno, riesce a ripulire dei tubicini intasati e la macchina riparte. Sembra tutto a posto... ancora nessuno si è accorto dell'acqua che sonnecchia minacciosa nel serbatoio...
Flavio, che era stato severamente silenzioso nei momenti di difficoltà, all'apparente felice risoluzione della questione esprime tutta la sua soddisfazione. Per ora il rombo rassicurante del motore illude gli ignari, e non fa loro presagire a cosa andranno incontro...
... lo saprete domani, sullo stesso 3d...
shelburn
L'automobile ad acqua
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Non so se sia stato MacShelburn ad inventarla, mi risulta anzi di no, ma visto che il nostro tipo è un avarazz.... ehm, volevo dire che è un uomo sobrio ed oculato nelle spese... mi ha costretto a raccontare qui questa storia, ahimè, vera.
Dunque, il nostro buon Shelburn è stato prescelto per un esperimento innovativo: l'automobile ad acqua !
Non vi starò qui a parlare delle rivoluzionarie prospettive che si aprono ad una tale invenzione... ma solo di come è andato questo esperimento. Dunque, prescelto, dicevamo, e a sua insaputa.
Purtroppo il geniale inventore era un po' distratto e si è dimenticato di modificare il motore e tutto ciò che a lui si relaziona per un corretto funzionamento della macchina ad acqua... si è limitato a mettere dell'acqua, tanta, davvero tanta, nel serbatoio della benzina.
Il buon Shelburn, ignaro di tutto ciò, si avvia gioioso ed incosciente alla volta di Ravello, ma già sulla tangenziale, qualcosa decisamente non va, e l'automobile risponde in maniera inadeguata e fallimentare all'ingegnoso esperimento.
Uscito in fretta dalla tangenziale, mentre l'auto perde potenza ad ogni metro, Shel cerca disperatamente un meccanico che conosceva... ma non c'è più. Sono le sette passate di sera e i meccanici stanno chiudendo... la situazione si fa delicata.
Interviene un meccanico di motociclette e spinto a pietà, dopo che Shel gli ha pianto in persiano moderno, riesce a ripulire dei tubicini intasati e la macchina riparte. Sembra tutto a posto... ancora nessuno si è accorto dell'acqua che sonnecchia minacciosa nel serbatoio...
Flavio, che era stato severamente silenzioso nei momenti di difficoltà, all'apparente felice risoluzione della questione esprime tutta la sua soddisfazione. Per ora il rombo rassicurante del motore illude gli ignari, e non fa loro presagire a cosa andranno incontro...
... lo saprete domani, sullo stesso 3d...
Le invenzioni improbabili di MacShelburn 7
13-06-2003, 03:06
shelburn
- Pensa un po' - commenta il buon padre di famiglia - l'avevo fatta vedere ad un meccanico, poi sono stato a scorazzare per mezza Napoli con un altro meccanico, ma lei, sorniona, si era guardata bene dal manifestare alcun problema, e così mi avevano indirizzato da un buon carburatorista. Io allora ero andato da quello di fiducia... ahimè, quello ha chiuso l'officina, perché non c'era più lavoro per lui. Travolto dal progresso.
Allora ero andato da un'altro carburatorista, e ci eravamo fatti delle belle gite su e giù per mezza Napoli... senza il benché minimo problema. Giustamente, a conferma della validità rigorosa della legge di Murphy, appena lasciato il carburatorista, che avevo accompagnato a casa sua, fatti cento metri, alla prima salita il problema si era fatto sentire di nuovo. Non più di cento metri... giusto il tempo di perdere di vista il carburatorista... -
- Ma poi l'hai fatta aggiustare -
- Certo che l'ho fatta aggiustare. Mi è costata 65 euro, ma ho fatto una bella pulizia del carburatore -
- Non tanto bella, visto che quei tubicini erano sporchi ed intasati -
- Disfattisti ! -
- Però il meccanico delle motorette è stato veramente gentile. Ha messo a posto l'auto e non ha voluto una lira -
Grande soddisfazione serpeggia nella famiglia Shelburn, mentre l'auto corre potente e tranquilla per le strade di montagna dei Monti Lattari. Superato il valico di Chiunzi, scendono baldanzosi e fiduciosi fino a Cesarano, dove la strada incomincia a risalire.... e subito ricompare il problema. La macchina dimostra di non avere potenza, mentre l'autista fa quello che può per raggiungere Ravello, che appare sempre più minacciosamente difficile da raggiungere. L'auto perde continuamente velocità e potenza, mentre l'autista cerca di farla avanzare mantenendo una pressione leggerissima sull'acceleratore. Una pressione più forte avrebbe fatto perdere ulteriore velocità, una più debole avrebbe fatto fermare la macchina. Con grande tensione e stress l'uomo cerca di portare la famiglia in salvo, tra i consigli tecnici degli altri passeggeri
... Ravello sembra sempre più problematica, ma l'uomo conosce perfettamente la strada e sa che se arriva nel punto più alto, dopo sarà tutta discesa fino a Ravello... ma la velocità è scesa paurosamente, gli ultimi metri sono uno sforzo immane... ce la farà ? ... non ce la farà ? Mancano poche centinaia di metri, mentre l'auto è già quasi ferma...
Mamma mia, non posso continuare, ditemi voi come andrà a finire...
shelburn
- Pensa un po' - commenta il buon padre di famiglia - l'avevo fatta vedere ad un meccanico, poi sono stato a scorazzare per mezza Napoli con un altro meccanico, ma lei, sorniona, si era guardata bene dal manifestare alcun problema, e così mi avevano indirizzato da un buon carburatorista. Io allora ero andato da quello di fiducia... ahimè, quello ha chiuso l'officina, perché non c'era più lavoro per lui. Travolto dal progresso.
Allora ero andato da un'altro carburatorista, e ci eravamo fatti delle belle gite su e giù per mezza Napoli... senza il benché minimo problema. Giustamente, a conferma della validità rigorosa della legge di Murphy, appena lasciato il carburatorista, che avevo accompagnato a casa sua, fatti cento metri, alla prima salita il problema si era fatto sentire di nuovo. Non più di cento metri... giusto il tempo di perdere di vista il carburatorista... -
- Ma poi l'hai fatta aggiustare -
- Certo che l'ho fatta aggiustare. Mi è costata 65 euro, ma ho fatto una bella pulizia del carburatore -
- Non tanto bella, visto che quei tubicini erano sporchi ed intasati -
- Disfattisti ! -
- Però il meccanico delle motorette è stato veramente gentile. Ha messo a posto l'auto e non ha voluto una lira -
Grande soddisfazione serpeggia nella famiglia Shelburn, mentre l'auto corre potente e tranquilla per le strade di montagna dei Monti Lattari. Superato il valico di Chiunzi, scendono baldanzosi e fiduciosi fino a Cesarano, dove la strada incomincia a risalire.... e subito ricompare il problema. La macchina dimostra di non avere potenza, mentre l'autista fa quello che può per raggiungere Ravello, che appare sempre più minacciosamente difficile da raggiungere. L'auto perde continuamente velocità e potenza, mentre l'autista cerca di farla avanzare mantenendo una pressione leggerissima sull'acceleratore. Una pressione più forte avrebbe fatto perdere ulteriore velocità, una più debole avrebbe fatto fermare la macchina. Con grande tensione e stress l'uomo cerca di portare la famiglia in salvo, tra i consigli tecnici degli altri passeggeri
... Ravello sembra sempre più problematica, ma l'uomo conosce perfettamente la strada e sa che se arriva nel punto più alto, dopo sarà tutta discesa fino a Ravello... ma la velocità è scesa paurosamente, gli ultimi metri sono uno sforzo immane... ce la farà ? ... non ce la farà ? Mancano poche centinaia di metri, mentre l'auto è già quasi ferma...
Mamma mia, non posso continuare, ditemi voi come andrà a finire...
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